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Chi sono e cosa fanno i protagonisti dell’Amministrazione Comunale: Sindaco, Giunta, Consiglio costituiscono i tre organi fondamentali nella vita dell'ente.  

Il Sindaco

  * Qual è il ruolo del sindaco nell'attuale assetto amministrativo? *

L'elezione diretta introdotta nel 1993 ha cambiato il ruolo del primo cittadino. Egli, in virtù dell'investitura popolare, è davvero il rappresentante della comunità locale e il propulsore dell'attività amministrativa. Le sue competenze però risentono ancora molto della precedente configurazione, allorquando egli era un notabile locale, nominato dal centro, un personaggio locale scelto da un corpo elettorale ristretto e selezionato. Il sindaco costituiva, una sorta di "uomo del villaggio", avamposto del più immediato rapporto fra i cittadini e lo Stato.

Oggi, con la marcata tendenza all'autonomia e al decentramento, il ruolo del sindaco è quello di coordinare gli indirizzi politici e amministrativi affidatigli dalla comunità. Il primo cittadino  dovrebbe essere depurato e alleggerito dalle competenze minute previste dalle tante e sparpagliate norme legislative. Molto è stato fatto in questa direzione con le leggi Bassanini e i provvedimenti collegati; il disegno finale deve essere quello di dotare il

sindaco di pochi poteri, ma essenziali e incisivi, tali da influire concretamente sulla vita del Comune. Egli ad esempio, dovrebbe poter disporre della scelta dei propri collaboratori dirigenti, allo stesso modo con cui può scegliere gli assessori. Solo con la scelta fiduciaria dei dirigenti più elevati il sindaco  sarà messo in grado di sovraintendere all'azione generale e di rispondere per la gestione amministrativa.

 

 

I compiti del Sindaco

al di là delle minute competenze che discendono da leggi specifiche, possono essere così sintetizzati.

  • Funzioni di rappresentanza dell'Ente. Il sindaco rappresenta la propria comunità e a lui vengono imputate le principali funzioni esponenziali, anche di natura processuale.
  • Convocazione e presidenza del Consiglio e della Giunta. Egli convoca e presiede il Consiglio e la Giunta, con una serie di attribuzioni che possono oscillare in relazione alle previsioni statutarie o regolamentari.
  • La sovraintendenza sull'andamento generale degli uffici e dei servizi. Questa fondamentale attribuzione è collegata alla veste di capo dell'amministrazione, che colloca il primo cittadino in una posizione di sovraordinazione generale sull'apparato amministrativo. Questo compito appare oggi di grande attualità, alla luce delle riforme che hanno separato la gestione dall'indirizzo politico-amministrativo (Bassanini).
  • L'esecuzione dell'attività amministrativa. Questa funzione è collegata alla responsabilità del sindaco per la concreta attuazione degli atti degli organi collegiali.
  • Il sindaco è anche, ufficiale di governo, titolare cioè di alcuni compiti che vengono svolti per conto e alle dirette dipendenze dello Stato. Egli, in questa particolare veste, opera alle dipendenze del prefetto: le materie che riguardano questa funzione sono l'ordine e la sicurezza pubblica, la sanità, l'igiene pubblica, l'anagrafe, lo stato civile, la leva militare, il servizio elettorale e la statistica.
  • La complessità delle funzioni del sindaco non rende adeguata cognizione di tutte le funzioni di questo organo che è sempre più sentito come persona vicina ai problemi dei cittadini. È auspicabile che una maggiore razionalizzazione delle funzioni contribuisca a un più incisivo ruolo di questo importante organo di governo dell’Ente Locale.
  • Nel frattempo, l’impegno che attende il sindaco, si rivela oneroso e difficile, anche per le difficoltà che ciascuno di essi incontra nell’applicazione di un corpo legislativo vastissimo, talora poco chiaro e spesso contraddittorio. I problemi interpretativi rendono spesso problematiche le scelte, con tutto ciò che ne consegue anche sotto il profilo della responsabilità.
  • Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune, da portarsi a tracolla della spalla destra.

 

Consiglio e consiglieri

 

* Qual è il ruolo del consigliere nel Comune? *

Si tratta di una funzione particolarmente diversa dal passato perché il collegio di cui egli è componente ha subito delle rilevanti modifiche sul ruolo che riveste e sulle competenze che esercita. Il consiglio svolge oggi compiti di indirizzo e di controllo politico-amministrativo che si estrinsecano, principalmente, nell'adozione dello statuto, dei regolamenti, dei programmi, dei piani in generale e degli atti amministrativi di carattere normativo e generale o che, comunque, impegnano in maniera duratura l'ente (mutui, acquisti e alienazioni immobiliari, eccetera).

Le regole elettorali e la posizione giuridica dei consiglieri sono disciplinate dalla legge. Essi entrano in carica all'atto della proclamazione oppure, in caso di surrogazione, non appena è adottata dal Consiglio la relativa deliberazione. La cessazione dalla carica, se volontaria, avviene mediante le dimissioni, il cui regime è disciplinato con molta precisione dalla legge. Ciò perché, specialmente in passato, la mancanza di regole rendeva troppo "politica la gestione dell'atto delle dimissioni, favorendo pressioni e negoziazioni non sempre trasparenti. Il legislatore ha perciò fissato con legge l'immediata efficacia e la non revocabilità delle dimissioni, impedendo sul nascere qualsiasi forma di pressione sul restante corpo consiliare e sugli organi di governo. La durata del consiglio è attualmente fissata in cinque anni: esso dura in carica sino alla elezione del nuovo Consiglio e nella fase pre-elettorale può adottare solo gli atti urgenti e improrogabili.

Il Consiglio, per i propri lavori, può avvalersi di commissioni, i cui poteri e la cui organizzazione sono disciplinati da un apposito regolamento.

Il consigliere, nello svolgimento del proprio compito, ha diritto di ottenere rispettivamente dagli uffici comunali e provinciali le notizie e le informazioni utili all'espletamento del proprio mandato ed è tenuto al segreto nei casi previsti dalla legge. Egli ha un potere di iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione del Consiglio. È anche titolare di una funzione ispettiva sul funzionamento dell'ente, che esercita attraverso la presentazione di interrogazioni e mozioni.

Un quinto dei consiglieri può chiedere la riunione del Consiglio inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste: in tal caso chi presiede il Consiglio è tenuto a convocare ed effettuare la seduta consiliare. I lavori consiliari e quelli delle commissioni hanno carattere pubblico, salvi i casi previsti dal regolamento.

Sul fronte delle riforme, è interessante la prospettiva di cambiare lo stato giuridico ed economico dei consiglieri. Oggi il consigliere ha diritto solo alle assenze retribuite per la giornata del Consiglio. Con la riforma vengono previste la possibilità di trasformare i gettoni di presenza in un'indennità di funzione e la fruizione più ampia di permessi per Consigli e commissioni.

Il Consiglio comunque resta il luogo dove si dibatte la politica dell'Ente locale: è importante preservarne l'importante funzione, rendendola moderna senza incorrere nello svilimento del ruolo.

 

Giunta e accessori

Cosa vuol dire oggi essere assessore? Vuol dire svolgere un lavoro difficile, impegnativo e delicato, nel quale l'impegno civico e lo spirito di servizio devono essere assolutamente prevalenti su ogni altra motivazione che spinga ad accettare la carica.

Gli assessori, che insieme al sindaco costituiscono la Giunta comunale, variano di numero in relazione alla classe demografica dei Comuni. La legge ne stabilisce il numero massimo, lasciando allo statuto dell'Ente la concreta fissazione del numero effettivo. Si parte da due assessori per i Comuni sino a 3mila abitanti per arrivare ai 16 assessori per i Comuni da oltre 1.000.000 di abitanti.

Per i comuni sopra i 5.000 abitanti, come Pederobba, la legge stabilisce la presenza di 4 assessori.

Anche la figura dell'assessore ha subìto una qualche evoluzione in relazione alla riforma del 1993. Prima di allora gli assessori erano eletti dal Consiglio comunale insieme con l'elezione di sindaco e presidente. Nel nuovo sistema gli assessori sono nominati dal sindaco, fra persone anche esterne e non facenti parte del Consiglio. Lo Statuto del nostro comune da la possibilità che due assessori possano essere anche esterni al Consiglio Comunale.

La legge prescrive inoltre che non può essere nominato assessore il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti e affini fino al terzo grado del sindaco, che l'assessore non può ricoprire la carica per più di due mandati e che, infine, non può assumere incarichi o consulenze presso enti o istituzioni dipendenti o controllate

L'incarico di assessore ha la stessa durata della Giunta, cinque anni; una eventuale anticipata cessazione può avvenire per scioglimento anticipato della consiliatura, per morte, decadenza, dimissioni o revoca dall'incarico. La decadenza degli assessori può avvenire per motivi collegati alla scarsa presenza ai lavori di Giunta (l'assenza per tre sedute consecutive, senza giustificato motivo può comportare la decadenza) o per specifici motivi previsti dalla legge, che vengono così a costituire altrettante preclusioni per l'esercizio della carica (ad esempio condanna per alcuni tipi di reato).

Il ruolo dell'assessore, nell'attuale sistema, è sostanzialmente quello di collaboratore del sindaco, dai quali dipende la stessa nomina nell'incarico. L'assessore è legato al sindaco da un rapporto fiduciario: egli, così come può nominarlo, allo stesso modo può revocarlo.

La Giunta, nell'attuale ordinamento, è l'organo che attua l'indirizzo che il Consiglio imprime alla attività dell'Ente locale. La sua funzione di gestione è, per così dire, "residuale", in quanto la sua competenza riguarda gli atti di amministrazione non riservati dalla legge al Consiglio, al sindaco, agli organi di decentramento, al segretario o ai dirigenti.

La Giunta "riferisce annualmente al Consiglio sulla propria attività, ne attua gli indirizzi generali e svolge attività propositiva e di impulso nei confronti dello stesso". Le leggi Bassanini e gli altri provvedimenti di snellimento e decentramento hanno notevolmente valorizzato il ruolo dei dirigenti degli Enti locali, impoverendo specularmente le attribuzioni già esercitate dalle Giunte.

È perciò in corso una ridefinizione, sul campo, di ruoli e assetti che certamente comporteranno un riequilibrio e un ridisegno nell'articolazione dei diversi compiti. Le riforme amministrative hanno un impatto progressivo sull'assetto delle strutture: soltanto la sperimentazione concreta potrà darci indicazioni risolutive per valutare il quadro effettivo delle modificazioni in corso.

 

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