Comune
di Pederobba (Treviso)


Si deve conservare vivo il ricordo
della tragedia passata
perché la memoria
è una forza capace di cambiare il mondo”
“La forza della memoria
può dar vita a un mondo più civile, più giusto”
Roma 27 gennaio 2002

"La memoria dell’Olocausto deve essere
tenuta viva,
perché la storia che si dimentica, si ripete”.
Roma 16 ottobre 2003
Carlo Azeglio Ciampi
-

- Leggi
un libro per "ricordare".
- In occasione
della "giornata della memoria", la Biblioteca Comunale
apporta il proprio contributo mettendo a disposizione un elenco di
libri, da leggere "per non dimenticare" . Per saperne
di più clicca qui.
Voi
che vivete sicuri / nelle vostre tiepide case, / voi che trovate tornando
a sera / il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo / che
lavora nel fango / che non conosce pace / che lotta per mezzo pane / che muore
per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, / senza
capelli e senza nome / senza più forza di ricordare / vuoti gli occhi e freddo
il grembo / come una rana d’inverno.
Da "Se questo è un uomo" di Primo Levi
Il "Giorno della memoria" è stato istituito per il 27 gennaio di
ciascun anno.
La data commemorativa è quella dell'abbattimento dei cancelli del campo di
Auschwitz, ma la data vuole ricordare più in generale una serie di
eventi.
Insieme alla Shoah vengono commemorati tutti coloro che sono stati vittima delle
leggi razziali, tra cui gli italiani che hanno subito la deportazione, la
prigionia, la morte e quanti, anche in campi e schieramenti diversi, si sono
opposti al progetto di sterminio e a rischio della propria vita hanno protetto i
perseguitati.
Significato del "Giorno della
Memoria"
La storia del genere umano
ha conosciuto innumerevoli eccidi e stermini. Quello attuato in Europa nel
Novecento contro gli ebrei differisce dagli altri per le sue caratteristiche di
radicalità e scientificità. Mai era accaduto, ad esempio, che persone abitanti
nell'isola di Rodi o in Norvegia venissero arrestate per essere deportate in un
luogo (Auschwitz) appositamente destinato ad assassinarle con modalità
tecnologicamente evolute. Per questo si parla di "unicità" della
Shoah; definizione che pertanto costituisce il risultato di una comparazione
storica, e non un pregiudiziale rifiuto di essa.
Shoah è un vocabolo ebraico che significa catastrofe, distruzione. Esso è
sempre più utilizzato per definire ciò che accadde agli ebrei d'Europa dalla
metà degli anni Trenta al 1945 e in particolar modo nel quadriennio finale,
caratterizzato dall'attuazione del progetto di sistematica uccisione dell'intera
popolazione ebraica.
Tale progetto venne deciso e concretizzato dal Terzo Reich nel corso della
seconda guerra mondiale; venne attuato con la collaborazione parziale o totale
dei governi o dei movimenti politici di altri Stati; venne interrotto dalla
vittoria militare dell'Alleanza degli Stati antifascisti e dei movimenti di
Resistenza. Se invece i vincitori fossero stati la Germania nazista, l'Italia
fascista, la Francia di Vichy, la Croazia degli ustascia ecc., non un solo ebreo
sarebbe rimasto in vita nei territori controllati da questi.
Ricordarsi di quelle vittime serve a mantenere memoria delle loro esistenze e
del perché esse vennero troncate. E la memoria di questo passato serve ad
aiutarci a costruire il futuro.
Molti Stati hanno istituito un "giorno della memoria". L'Italia lo ha
fissato al 27 gennaio: la data in cui nel 1945 fu liberato il campo di sterminio
di Auschwitz. In effetti altri ebrei, d'Italia e d'Europa, vennero uccisi nelle
settimane seguenti. Ma la data della Liberazione di quel campo è stata
giudicata più adatta di altre a simboleggiare la Shoah e la sua fine.
Ovviamente la Shoah fu un evento storico interrelato con gli altri avvenimenti
storici; per questo la legge italiana indica altri gruppi di persone la cui
memoria va mantenuta viva: coloro che, a rischio della propria vita,
combatterono il fascismo e il nazismo e coloro che comunque contrastarono lo
sterminio e salvarono delle vite.
Parlamento Italiano Legge 20
luglio 2000, n. 211 ("Gazzetta Ufficiale" n. 177 del 31 luglio 2000)
Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e
delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici
italiani nei campi nazisti
Art. 1
1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento
dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di
ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la
persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la
deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e
schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio
della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2
1. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono
organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei
fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado,
su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici
italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la
memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in
Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.
- La Giornata della
Memoria, 27 gennaio
- Olocausto:
36 Domande e Risposte
- 1.
Quando si parla dell'Olocausto, a
quale periodo della storia si fa riferimento?
- Il
termine "Olocausto" si riferisce al periodo dal 30 Gennaio 1933,
quando Hitler divenne Cancelliere della Germania, all'8 Maggio 1945 (Il
giorno della Vittoria), la fine della guerra in Europa.
- 2.
Quanti ebrei furono assassinati durante l'Olocausto?
- Pur
essendo impossibile accertare l'esatto numero di vittime ebree, le
statistiche indicano che il totale fu di oltre 5.860.000 persone. La maggior
parte delle autorità generalmente accettano la cifra approssimativa di sei
milioni.
- 3.
Quanti civili non-ebrei furono assassinati durante la Seconda Guerra
Mondiale?
- E'
impossibile stabilire il numero esatto: tuttavia la cifra generalmente
riconosciuta si aggira sui 5.000.000. Tra i gruppi assassinati e
perseguitati dai nazisti e dai loro collaboratori, vi erano: zingari, serbi,
membri dell’intellighenzia polacca, oppositori della resistenza di tutte
le nazionalità, tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di
Geova, delinquenti abituali, e "antisociali", come, ad esempio,
mendicanti, vagabondi e venditori ambulanti.
- 4.
Quali furono le comunità ebraiche che subirono perdite durante l'Olocausto?
- Tutte
le comunità Ebraiche dell'Europa occupata subirono perdite durante
l'Olocausto. Le comunità Ebraiche del Nord Africa furono perseguitate, però
gli ebrei di questi paesi non furono deportati nei campi di sterminio, nè
assassinati sistematicamente.
- 5.
Quanti ebrei furono assassinati in ciascun paese e che percentuale della
popolazione rappresentavano prima della guerra?
- Austria
50.000 -- 27,0%
- Italia
7.680 -- 17,3%
- Belgio
28.900 -- 44.0%
- Lettonia
71.500 -- 78,1%
- Boemia,
Moravia 78.150 -- 66,1%
- Lituania
143.000 -- 85,1%
- Bulgaria
0 -- 0.00%
- Lussemburgo
1.950 -- 55,7%
- Danimarca
60 -- 0.7%
- Paesi
Bassi 100.000 -- 71,4%
- Estonia
2.000 - 44,8%
- Finlandia
7 -- 0,3%
- Polonia
3.000.000 -- 90,9%
- Francia
77.320 - 22,1%
- Romania
287.000 -- 47.1%
- Germania
141.500 -- 25,0%
- Slovacchia
71.000 -- 79,8%
- Grecia
67.000 -- 86,6%
- Unione
Sovietica 1.100.000 -- 36,4%
- Ungheria
569.000 -- 69,0%
- Yugoslavia
63.300 -- 81,2%
- (Fonte:
Enciclopedia dell'Olocausto)
- 6.
Che cos'è un campo di sterminio? Quanti ne esistevano? Dove erano ubicati?
- Un
campo di sterminio (o di strage di massa) è un campo di concentramento con
attrezzature speciali progettate per uccidere in forma sistematica.
Esistevano sei campi di questo genere: Auschwitz-Birkenau, Belze, Chelmno,
Majdanek, Sobibor, Treblinka. Erano tutti situati in Polonia.
- 7.
Qual è il significato del termine "Soluzione Finale" e qual è la
sua origine?
- Il
termine "Soluzione Finale" (Endlösung) si riferisce al piano
Tedesco di sterminare tutti gli ebrei d'Europa. Il termine fu usato alla
Conferenza di Wannsee (Berlino, 20 Gennaio 1942) dove gli ufficiali tedeschi
ne discussero la realizzazione.
- 8.
Quando ebbe inizio la "Soluzione Finale"?
- Mentre
migliaia di Ebrei venivano uccisi dai Nazisti o morirono a causa delle
misure discriminatorie adottate contro di loro, durante i primi anni del
Terzo Reich, lo sterminio sistematico degli Ebrei non ebbe inizio fino
all'invasione, da parte della Germania, dell'Unione Sovietica nel Giugno
1941.
- 9.
Come definivano i Tedeschi un Ebreo?
- Il
14 Novembre 1935 i nazisti così definirono un "Ebreo": Chiunque,
con tre o due nonni ebrei, appartenesse alla Comunità Ebraica al 15
Settembre 1935, o vi si fosse iscritto successivamente; chiunque fosse
sposato con un Ebreo o un'Ebrea al 15 settembre 1935 o successivamente a
questa data; chiunque discendesse da un matrimonio o da una relazione
extraconiugale con un Ebreo al o dopo il 15 settembre 1935.
- 10.
Come trattavano i tedeschi coloro che avevano una parte di sangue ebreo ma
non venivano classificati come ebrei?
- Coloro
che non venivano classificati come Ebrei ma che avevano una parte di sangue
Ebreo venivano classificati come Mischlinge (ibridi) ed erano divisi in due
gruppi:
- -
Mischlinge di primo grado -- coloro che avevano due nonni Ebrei;
- -
Mischlinge di secondo grado - coloro che avevano un nonno Ebreo.
- I
Mischlinge venivano ufficialmente esclusi dal Partito Nazista e da tutte le
organizzazioni del Partito (per esempio SA, SS, etc.). Benché venissero
arruolati nell'esercito tedesco, non potevano conseguire il grado di
ufficiali.. Era inoltre proibito loro di far parte dell'Amministrazione
Pubblica e svolgere determinate professioni (alcuni Mischlinge erano, in
ogni caso, esonerati in determinate circostanze). Gli ufficiali nazisti
presero in considerazione la possibilità di sterilizzare i Mischlinge, ma
ciò non fu sempre attuato. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Mischlinge
di primo grado rinchiusi nei campi di concentramento, furono tradotti nei
campi di sterminio.
- 11.
Quali furono le prime misure adottate dai Nazisti contro gli ebrei?
- Le
prime misure adottate contro gli Ebrei includevano:
- -
1 Aprile 1933: Il boicottaggio da parte dei nazisti dei negozi e delle
imprese degli Ebrei.
- -
7 Aprile 1933: La legge per la Riforma dell'Amministrazione Pubblica espulse
tutti i non-Ariani (secondo la definizione dell'11 Aprile 1933, erano
considerati tali tutti coloro che avevano un padre o un nonno Ebreo)
dall'amministrazione pubblica. Inizialmente, vennero fatte delle eccezioni:
chi già vi lavorava dall'Agosto del 1914, i veterani Tedeschi della Prima
Guerra Mondiale e coloro che avevano perso un padre o un figlio combattendo
per la Germania o per i suoi alleati durante la Prima Guerra Mondiale.
- -
7 aprile 1933: La legge che regolamentava il permesso per l'esercizio della
professione legale, proibiva l'ammissione alla professione forense degli
avvocati discendenti da non-Ariani e dei membri non-Ariani (vi furono alcune
eccezioni nei casi sopra menzionati). Leggi simili vennero promulgate nei
confronti di consulenti tecnici, giurati e giudici commerciali Ebrei.
- -
22 Aprile 1933: Il decreto sui servizi sanitari riguardante il piano della
salute pubblica negava il rimborso delle spese a quei pazienti che
consultavano medici non-Ariani. I medici Ebrei che erano veterani di guerra
o che avevano sofferto a causa della guerra, erano esclusi.
- -
25 Aprile 1933: La legge contro la sovrappopolazione delle scuole tedesche
stabilì che il numero degli ebrei iscritti alle scuole secondarie tedesche
non poteva superare l'1,5% del corpo studentesco. Nelle Comunità nelle
quali gli ebrei costituivano più del 5% della popolazione, tale percentuale
poteva raggiungere il 5%. Inizialmente, vennero fatte eccezioni per i figli
degli ebrei che erano veterani di guerra, non "considerati" come
facenti parte della quota stabilita. Nell'ambito dell'applicazione di questa
legge, venivano considerati alunni Ebrei tutti coloro i cui genitori non
erano ariani.
- 12.
I Nazisti pianificarono l'eccidio degli ebrei sin dall'inizio del loro
regime?
- La
risposta a questa domanda è estremamente difficile. Mentre Hitler faceva
spesso riferimento allo sterminio degli ebrei, sia nei suoi primi scritti (Mein
Kampf) sia nei vari discorsi pronunciati durante gli anni '30, è quasi
sicuro che i Nazisti non avessero alcun piano operativo per l'annientamento
sistematico degli Ebrei prima del 1941. La decisione dell'annientamento
sistematico degli Ebrei fu presa, apparentemente, alla fine dell'inverno o
all'inizio della primavera del 1941 insieme alla decisione di invadere
l'Unione Sovietica.
- 13.
Quando fu costruito il primo campo di concentramento e chi furono i primi
detenuti?
- Il
primo campo di concentramento, Dachau, fu aperto il 22 Marzo 1933. I primi
reclusi del campo furono, fondamentalmente, prigionieri politici (per
esempio Comunisti o socialdemocratici); criminali abituali; omosessuali;
Testimoni di Geova; e "antisociali" (mendicanti, vagabondi e
venditori ambulanti). Vi erano inclusi anche scrittori, giornalisti,
avvocati, industriali impopolari, e funzionari politici ebrei, considerati
dai Nazisti come "un problema".
- 14.
Quali gruppi furono perseguitati dai Nazisti in Germania per essere
considerati nemici dello stato?
- Il
Terzo Reich considerava nemici e quindi perseguitava Ebrei, Zingari,
socialdemocratici, altri oppositori politici, oppositori del Nazismo,
Testimoni di Geova, criminali abituali, e "antisociali" (ad
esempio mendicanti, vagabondi e venditori ambulanti), e i malati di mente.
Ogni individuo che poteva essere considerato una minaccia per il Nazismo
correva il rischio di essere perseguitato.
- 15.
Quale fu la differenza tra la persecuzione degli ebrei e degli altri gruppi
classificati dai nazisti come nemici del Terzo Reich?
- Gli
Ebrei erano l'unico gruppo destinato ad un totale e sistematico
annientamento. Per sottrarsi alla sentenza di morte imposta dai Nazisti, gli
Ebrei potevano solamente abbandonare l'Europa Nazista. Secondo il piano
Nazista, ogni singolo Ebreo doveva essere ucciso. Nel caso di altri
criminali o nemici del Terzo Reich, le loro famiglie non venivano coinvolte.
Di conseguenza, se una persona veniva eliminata o inviata in un campo di
concentramento, non necessariamente tutti i membri della sua famiglia
subivano la stessa sorte. Inoltre, nella maggior parte delle situazioni, i
nemici dei Nazisti erano classificati come tali a causa delle loro attività
o appartenenza politica (attività e/o opinioni modificabili). Gli Ebrei, al
contrario, venivano perseguitati in virtù della loro origine, indelebile.
- 16.
Perché gli ebrei furono scelti per essere sterminati?
- La
spiegazione all'odio implacabile dei nazisti contro gli Ebrei consiste nella
loro distorta visione del mondo che considerava la storia come una lotta
razziale. Essi consideravano gli Ebrei una razza che aveva lo scopo di
dominare il mondo e, quindi, rappresentava un ostacolo per il dominio
Ariano. Secondo la loro opinione, la storia consisteva in uno scontro tra
razze che sarebbe culminato con il trionfo della razza Ariana, quella
superiore: di conseguenza, essi consideravano un loro preciso obbligo morale
eliminare gli Ebrei, dai quali si sentivano minacciati. Inoltre, ai loro
occhi, l'origine razziale degli Ebrei li identificava come i delinquenti
abituali, irrimediabilmente corrotti e considerati inferiori, la cui
riabilitazione era ritenuta impossibile.
- Non
ci sono dubbi che ci furono altri fattori che contribuirono all'odio nazista
contro gli ebrei e alla creazione di un'immagine distorta del popolo
ebraico. Uno di questi fattori era la centenaria tradizione
dell'antisemitismo Cristiano che propagandava uno stereotipo negativo degli
Ebrei ritenuti gli "assassini di Cristo", inviati del diavolo, e
praticanti di arti magiche. Altri fattori furono l'antisemitismo politico e
razziale della seconda metà del XIX secolo e la prima parte del XX secolo,
che considerava gli ebrei come una minaccia per la stabilità sociale. La
combinazione di questi fattori scatenò la persecuzione e lo sterminio degli
Ebrei da parte dei nazisti.
- 17.
Che cosa sapeva il popolo Tedesco sulla persecuzione degli ebrei e degli
altri nemici dei nazisti?
- Alcuni
aspetti della persecuzione nazista degli Ebrei e di altri oppositori erano
di dominio pubblico in Germania: ad esempio, tutti sapevano del boicottaggio
del 1° Aprile 1943 e conoscevano le Leggi di Aprile e le Leggi di
Norimberga, poiché ad esse fu dato ampio risalto. Inoltre, i trasgressori
venivano di norma puniti ed umiliati pubblicamente. Lo stesso accadde per i
provvedimenti antiebraici successivi. Kristallnacht (La notte dei cristalli)
fu un pogrom svoltosi davanti agli occhi dell'intera popolazione: le notizie
sui campi di concentramento non venivano rese note, ma il popolo Tedesco era
a conoscenza di molti fatti riguardanti il trattamento riservato ai
detenuti, anche se era molto difficile ottenere informazioni dettagliate.
- Riguardo
al perfezionamento della "Soluzione Finale" e alla eliminazione di
altri "elementi indesiderabili", la situazione era differente. I
Nazisti tentarono di tenere nascosti i loro crimini e, a questo scopo,
adottarono delle misure preventive perché i loro piani non fossero
divulgati; questo tentativo, comunque, riuscì loro solo in parte: ad
esempio, le proteste ufficiali di vari ecclesiastici bloccarono il programma
dell'eutanasia nell'agosto del 1941. Queste proteste furono ovviamente il
risultato della conoscenza dell'uccisione di malati di mente all'interno di
varie strutture.
- Per
quanto concerne gli Ebrei, era noto in tutta la Germania che essi erano
spariti dopo essere stati inviati verso l'Est. Gran parte della popolazione
Tedesca non sapeva con certezza che cosa stava succedendo agli ebrei.
D'altra parte, c'erano migliaia e migliaia di Tedeschi che partecipavano al
perfezionamento della "Soluzione Finale" e/o la presenziavano:
ricordiamo, ad esempio, i membri delle SS, la Einsatzgruppen (unità
assassine mobili speciali), le guardie dei campi di sterminio o dei campi di
concentramento, la polizia dell'Europa occupata, o la Wehrmacht (esercito
tedesco).
- 18.
Tutti i Tedeschi appoggiavano il piano di Hitler sulla persecuzione degli
ebrei?
- Sebbene
l'intera popolazione Tedesca non condividesse la persecuzione degli ebrei da
parte di Hitler, non vi sono prove di contestazione su grande scala riguardo
il trattamento loro riservato. Ci furono Tedeschi, comunque in minima
percentuale, che si opposero al Boicottaggio del 1° aprile 1933 acquistando
di proposito nei negozi degli Ebrei o aiutando gli stessi a fuggire e a
nascondersi. Anche alcuni fra gli oppositori di Hitler appoggiavano la
politica antiebraica. Per quanto riguarda il clero, Dompropst Bernhard
Lichtenberg di Berlino pregava ogni giorno per gli ebrei in pubblico e, per
questo, fu internato in un campo di concentramento: altri preti furono
deportati per essersi rifiutati di collaborare con i nazisti, ma la maggior
parte del clero aderiva alle leggi contro gli Ebrei Tedeschi e non
protestava apertamente.
- 19.
Gli abitanti dell'Europa occupata conoscevano i piani dei nazisti sugli
ebrei? Come si ponevano di fronte a questo problema? Cooperavano con i
nazisti e contro gli ebrei?
- Le
posizioni della popolazione locale rispetto alla persecuzione e
all'annientamento degli ebrei variavano dall'entusiasta collaborazione con i
nazisti fino all'aiuto attivo offerto agli Ebrei. E' per questo motivo che
risulta difficile generalizzare. Inoltre, la situazione era diversa per ogni
paese. Nell'Europa Orientale, specialmente in Polonia, Russia e negli Stati
Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) si sapeva molto di più sulla
"Soluzione Finale" poiché veniva attuata in queste zone. In altri
posti, la popolazione locale era in possesso di meno informazioni sui
dettagli della "Soluzione Finale".
- In
tutti i paesi occupati dai nazisti, ad eccezione della Danimarca e della
Bulgaria, molti volevano cooperare allo sterminio degli ebrei. Questo
accadeva in modo particolare nell'Europa Orientale, dove esisteva una grande
tradizione di acceso antisemitismo, e dove molte nazioni, che erano sotto il
dominio sovietico (lettoni, lituani e ucraini), nutrivano la speranza che i
tedeschi avrebbero loro restituito l'indipendenza. In diversi paesi europei
esistevano movimento fascisti locali che si allearono con i nazisti e
parteciparono alle azioni antiebraiche: ad esempio, la Guardia di Ferro in
Romania e La Guardia della Freccia in Slovacchia. Per contro, in tutti i
paesi europei vi furono persone coraggiose che rischiarono la propria vita
per salvare gli ebrei. In vari paesi ci furono gruppi che aiutarono gli
ebrei, per esempio, il gruppo Joop Westerweel in Olanda, il Zegota in
Polonia e il movimento clandestino Assisi in Italia.
- 20.
Gli Alleati e gli abitanti del Mondo Libero erano a conoscenza di quello che
stava succedendo in Europa?
- I
vari provvedimenti adottati dai nazisti prima della "Soluzione
Finale" vennero resi pubblici attraverso la stampa. I corrispondenti
stranieri scrivevano sulle più importanti azioni naziste antiebraiche
svoltesi in Germania, Austria e Cecoslovacchia prima della Seconda Guerra
Mondiale. Dopo l'inizio della guerra, divenne più difficile ottenere
informazioni; ciò nonostante, vennero pubblicati alcuni rapporti sulla
destinazione degli ebrei. In questo modo, anche se i nazisti non divulgarono
dati riguardanti la "Soluzione Finale" a meno di un anno
dall'inizio dello sterminio sistematico degli ebrei, iniziarono a filtrare
informazioni anche in occidente. La prima notizia sul piano programmato per
lo sterminio di massa degli ebrei trapelò dalla Polonia da parte della Bund
(una organizzazione politica socialista ebraica) e giunse in Inghilterra
nella primavera del 1942. I dettagli su tale informazione furono forniti
agli Alleati da fonti Vaticane e attraverso informatori Svizzeri e del
movimento clandestino polacco (Jan Karski, emissario di questo movimento, si
era infiltrato nel campo di sterminio di Belzec dal quale fuggì dopo aver
visto lo sterminio di massa: si incontrò personalmente con Franklin
Roosevelt e con il Ministro degli Esteri della Gran Bretagna Anthony Eden).
In seguito, verso la fine di novembre del 1942, il governo degli Stati Uniti
inviò alle personalità ebraiche la conferma delle informazioni. Dette
informazioni furono pubblicate immediatamente. Malgrado l'incompletezza e
l'imprecisione dei dettagli, gli Alleati vennero quasi totalmente a
conoscenza delle azioni perpetrate contro gli ebrei non molto tempo prima.
- 21.
Quale fu la risposta degli Alleati alla persecuzione degli ebrei? Avrebbero
potuto fare qualcosa per aiutarli?
- La
reazione degli Alleati alla persecuzione e allo sterminio degli ebrei in
Europa non fu quella auspicata. All'inizio di gennaio del 1944 venne creata
un'agenzia - il Comitato per i Rifugiati di Guerra - allo scopo di salvare
le vittime della persecuzione nazista. Prima di questa data poco fu fatto al
riguardo. Il 17 dicembre del 1942, gli alleati pubblicarono una
dichiarazione nella quale condannavano le atrocità commesse dai Nazisti
contro gli ebrei e che rimase l'unica formulata prima del 1944.
- Va
detto anche che non fu effettuato alcun tentativo di invitare la popolazione
locale europea ad astenersi dal collaborare con i nazisti nello sterminio
sistematico degli ebrei. Inoltre, dopo l'istituzione del Comitato per i
rifugiati di guerra e la relativa pianificazione degli aiuti, gli Alleati,
perfettamente al corrente della sua esistenza e scopo, si rifiutarono di
bombardare il campo di sterminio di Auschwitz e/o le linee ferroviarie che
vi arrivavano malgrado, all'epoca, i loro bombardieri distruggessero le
fabbriche attigue al campo.
- Non
fu neanche adottato alcun provvedimento in merito al problema dei rifugiati.
Migliaia di ebrei cercarono inutilmente di entrare negli Stati Uniti, data
la severa politica di immigrazione Statunitense. I visti esistenti, in
numero peraltro esiguo, spesso non venivano concessi nonostante la richiesta
fosse di gran lunga superiore al numero dei posti disponibili. Le conferenze
che ebbero luogo ad Evian in Francia (1938) e alle Bermuda (1943) per
risolvere il problema dei rifugiati non contribuì certo a trovare una
soluzione al problema. Alla prima conferenza, ai paesi invitati da Stati
Uniti e Gran Bretagna fu riferito che a nessun paese si sarebbe potuto
chiedere di cambiare le proprie leggi sull'immigrazione. Inoltre, i
britannici accettarono di partecipare solo se l'argomento Palestina non
fosse stato all'ordine del giorno. Nelle Bermuda i delegati non parlarono
del destino di coloro che erano rimasti nelle mani dei Nazisti, ma piuttosto
di coloro che erano riusciti a fuggire in paesi neutrali. Misure pratiche
che avrebbero potuto aiutare a liberare gli ebrei sarebbero state:
- -
Permesso per la temporanea ammissione dei rifugiati.
- -
Flessibilità dei severi requisiti d'ingresso.
- -
Reiterati ed inequivocabili avvertimenti alla Germania e alle popolazioni di
tutta l'Europa sulla responsabilità - senza alcuna eccezione - che
avrebbero avuto tutti coloro i quali avessero partecipato allo sterminio
degli ebrei.
- -
Bombardamento del campo di sterminio di Auschwitz.
- 22.
Chi furono i "Giusti fra le Nazioni"?
- I
"Giusti fra le Nazioni" o i "Giusti Gentili" furono
persone non ebree che aiutarono gli Ebrei durante l'Olocausto. Ci furono
"Giusti fra le Nazioni" in tutti i paesi occupati dai nazisti o ad
essi alleati, e le loro azioni spesso condussero alla salvezza di vite
ebree. Yad Vashem, l'Ente Nazionale Israeliano per la memoria
dell'Olocausto, conferisce onorificenze speciali a queste persone. Ad oggi,
dopo un attento esame di ogni singolo caso, Yad Vashem ha riconosciuto circa
10.000 "Giusti Gentili" classificandoli in tre diverse categorie.
La Polonia è il paese con il più alto numero di "Giusti
Gentili". L'Olanda é il paese con la più alta percentuale
(pro-capite). La cifra di 10.000 è molto distante dalla realtà dal momento
che, spesso, coloro i quali ricevettero un aiuto sono morti. Inoltre, questa
cifra comprende solamente coloro che realmente rischiarono le loro vite per
salvare gli ebrei e non coloro i quali offrirono un semplice aiuto.
- 23.
Gli ebrei del Mondo Libero erano al corrente che gli ebrei d'Europa erano
perseguitati e sterminati? Se sì, quale fu la loro reazione?
- Le
notizie sulla persecuzione e sullo sterminio degli ebrei d'Europa vennero
date in due fasi distinte. Le misure prese dai nazisti prima della
"Soluzione Finale" vennero pubblicate su tutti i giornali. I
corrispondenti stranieri riferirono sulle azioni antiebraiche più
importanti condotte dai nazisti in Germania, Austria e Cecoslovacchia prima
della Seconda Guerra Mondiale. Dopo l'inizio della guerra, ottenere
informazioni diventò sempre più difficile, malgrado ciò, vennero
pubblicate delle notizie riguardanti il destino degli ebrei. La
"Soluzione Finale" non fu pubblicizzata apertamente dai nazisti, e
questo impedì che l'informazione raggiungesse rapidamente il "Mondo
Libero". Nondimeno, intorno al dicembre 1942, le notizie degli stermini
di massa e del piano di annientamento degli ebrei d'Europa furono pubblicate
sulla stampa ebraica.
- Anche
la reazione degli ebrei del "Mondo Libero" deve essere divisa in
due periodi, prima e dopo la pubblicazione dell'informazione relativa alla
"Soluzione Finale". Gli sforzi realizzati durante i primi anni del
regime nazista si concentrano sul come facilitare l'emigrazione dalla
Germania (anche se all'inizio ci fu chi si oppose all'emigrazione come
possibile soluzione) e sul come combattere l'antisemitismo tedesco.
Sfortunatamente, la discordanza dei pareri e la conseguente mancanza di
unanimità penalizzò e ostacolò la realizzazione di tali obiettivi.
Inoltre, pochissime personalità ebraiche si resero effettivamente conto
dell'enormità del pericolo. Dopo la pubblicazione delle notizie sulla
"Soluzione Finale" furono effettuati alcuni tentativi per
intraprendere azioni di liberazione, con la mediazione di stati neutrali,
allo scopo di portare aiuto agli ebrei che si trovavano sotto il dominio
nazista. Questi tentativi, certamente inadeguati, furono ulteriormente
ostacolati dalla mancanza di assistenza e dall'ostruzionismo dei canali
governativi. Ulteriori tentativi per ottenere l'unità interna, durante
questo periodo, fallirono.
- 24.
Gli ebrei d'Europa avevano capito ciò che stava accadendo loro?
- Per
quanto riguarda la conoscenza della "Soluzione Finale" da parte
delle vittime potenziali, bisogna fare alcune considerazioni. In primo
luogo, i nazisti non resero pubblica la "Soluzione Finale" e
neanche ne parlarono apertamente. Fu fatto ogni tentativo per ingannare le
vittime, e quindi, prevenire o minimizzare qualsiasi resistenza. Ai
deportati veniva detto che sarebbero stati "trasferiti" e questa
notizia li portava a ritenere che le condizioni "nell'est" (dove
venivano inviati) sarebbero state migliori di quelle dei ghetti. All'arrivo
in alcuni campi di concentramento, i deportati erano costretti a scrivere
alle loro famiglie descrivendo le meravigliose condizioni che avevano
trovato nelle loro nuove residenze. I tedeschi fecero il possibile per
mantenere la segretezza. Inoltre, il fatto che esseri umani - e ancor meno
tedeschi civilizzati - potessero costruire campi con attrezzature speciali
per mettere in atto uno sterminio di massa risultava inconcepibile in quei
tempi. Poiché le truppe tedesche liberarono gli ebrei dallo Zar durante la
Prima Guerra Mondiale, i tedeschi venivano considerati da molti ebrei come
un popolo civile e liberale. Coloro che erano riusciti a sfuggire e che mai
fecero ritorno ai ghetti, spesso non furono creduti quando raccontarono le
loro esperienze. Persino gli ebrei che avevano sentito parlare dei campi
ebbero difficoltà a credere ai reati che i tedeschi stavano commettendo in
quei luoghi. Il fatto che ogni comunità ebraica in Europa fosse
completamente isolata non consentiva la facile reperibilità di dati e
informazioni attendibili. Quindi non c'è dubbio che molti ebrei europei non
fossero a conoscenza della "Soluzione Finale", fatto questo
corroborato dalla documentazione tedesca e dalle testimonianze dei
sopravvissuti.
- 25.
Quanti ebrei furono in grado di fuggire dall'Europa prima dell'Olocausto?
- E'
difficile determinare con esattezza il numero di ebrei che riuscirono a
fuggire dall'Europa prima della Seconda Guerra Mondiale, poiché le
statistiche a disposizione sono incomplete. Dal 1933 al 1939, 355.278 ebrei
tedeschi e austriaci abbandonarono le loro case (alcuni emigrarono verso i
paesi che successivamente furono occupati dai tedeschi). Nello stesso
periodo, 80.860 ebrei polacchi immigrarono in Palestina e 51.747 ebrei
europei si rifugiarono in Argentina, Brasile e Uruguay. Negli anni
1938-1939, circa 35.000 ebrei emigrarono dalla Boemia e Moravia
(Cecoslovacchia). Shanghai, l'unico posto al mondo dove non era necessario
il visto di ingresso accolse circa 20.000 ebrei europei (la maggior parte di
origine tedesca) i quali abbandonarono la loro patria. Le cifre
dell'immigrazione relative ai paesi dove si rifugiarono durante questo
periodo non sono disponibili: inoltre, molti paesi non hanno provveduto alla
compilazione delle statistiche di immigrazione per gruppi etnici. Per questo
motivo, risulta impossibile stabilire il numero esatto dei rifugiati ebrei.
- 26.
Quali furono gli sforzi fatti per salvare gli ebrei che fuggirono dalla
Germania prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale?
- Varie
organizzazioni cercarono di facilitare l'immigrazione degli ebrei (e dei
non-ebrei ma perseguitati come tali) dalla Germania: le più attive furono:
la Jewish Agency for Palestine, l'American Jewish Joint Distribution
Committee, il HICEM, il Central British Fund for German Jewry, il
Reichsvertretung der Deutschen Juden ed altri gruppi non ebraici, come
l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati - ebrei e non ebrei
- provenienti dalla Germania, e l'American Friends Service Committee. Tra i
programmi elaborati c'era il "Accordo di Trasferimento" stipulato
fra l'Agenzia Ebraica ed il Governo Tedesco in base al quale agli immigranti
in Palestina era permesso trasferirvi i propri fondi ed importarvi la merce
Tedesca. Altri sforzi furono indirizzati alla riqualificazione di possibili
emigranti, al fine di aumentare il numero delle persone che potevano
ottenere i visti, dal momento che alcuni paesi negavano l'ingresso di membri
appartenenti a determinate categorie professionali. Altri gruppi tentarono
di aiutare gli ebrei negli iter riguardanti la selezione dei candidati per
l'immigrazione, il trasporto dei rifugiati, l'aiuto nell'integrazione
dell'immigrante, ecc.
- Alcuni
gruppi cercarono di incrementare l'immigrazione avvalendosi dell'aiuto di
governi e organizzazioni internazionali per l'ottenimento di asilo politico.
La Lega delle Nazioni costituì un organizzazione per l'aiuto ai rifugiati,
ma il risultato fu alquanto limitato a causa di mancanza di potere politico
e fondi adeguati.
- Nel
1938, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna convocarono una conferenza ad Evian,
Francia, per cercare una soluzione adatta al problema dei rifugiati. Ad
eccezione della Repubblica Dominicana, le nazioni riunite rifiutarono di
cambiare le loro severe regole sull'immigrazione che contribuivano ad
impedire un'immigrazione di massa.
- Nel 1939, il Comitato Intergovernativo dei
Rifugiati, costituito durante la Conferenza di Evian, dette inizio ai
negoziati con gli ufficiali tedeschi al fine di stabilire un accordo per lo
spostamento di un'ingente quantità di ebrei tedeschi. Questi negoziati però
naufragarono. Nel Luglio del 1934 vennero realizzate operazioni per
l'ingresso illegale di immigranti ebrei in Palestina; in seguito vennero
sospese fino al luglio del 1938. Gli sforzi furono compiuti in grande scala
dal Mosad le-Aliya Bet, i Revisionisti Sionisti e persone private. Si cercò
anche, ottenendo peraltro alcuni risultati positivi, di facilitare
l'ingresso illegale di rifugiati in vari paesi dell'America Latina.
- 27.
Perché furono così pochi gli esuli che poterono fuggire dall'Europa prima
dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale?
- La
ragione principale del numero relativamente basso dei rifugiati che
abbandonarono l'Europa prima della Seconda Guerra Mondiale consisteva nelle
severe politiche sull'immigrazione adottate dai possibili paesi ospiti.
Negli Stati Uniti, per esempio, il numero di immigranti era limitato a
153.744 per anno, diviso secondo il paese di origine. Tuttavia i requisiti
di ingresso erano così severi da far sì che i posti disponibili spesso non
fossero assegnati. Gli schemi per facilitare l'immigrazione, oltre al numero
di posti disponibili, non si concretizzavano mai, poiché la maggior parte
del popolo americano si opponeva fermamente all'ingresso di ulteriore
rifugiati. Altri paesi, in particolare quelli Latino Americani, adottarono
politiche sull'immigrazione simili o persino più restrittive, impedendo così
l'accesso a possibili immigranti provenienti dal Terzo Reich.
- La
Gran Bretagna, in certo qual modo più liberale degli Stati Uniti rispetto
al problema dell'ingresso degli immigranti, adottò misure restrittive al
fine di limitare l'immigrazione degli ebrei in Palestina. Nel Maggio 1939, i
britannici, pubblicarono il "Foglio Bianco", consentendo a soli
75.000 immigranti ebrei di ottenere il visto di ingresso in Palestina per i
cinque anni successivi (10.000 all'anno e altri 25.000). Questa decisione
impedì a centinaia di migliaia di ebrei di fuggire dall'Europa.
- I paesi con maggiori possibilità di accoglienza
di rifugiati ne rifiutarono sistematicamente l'ingresso. Malgrado una
soluzione al problema dei rifugiati fosse all'ordine del giorno della
Conferenza di Evian, solamente la Repubblica Dominicana approvò
l'immigrazione su grande scala. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna proposero
di scegliere delle località di accoglienza nelle aree sottosviluppate (per
esempio: Guyana, già Guyana Inglese e le Filippine) che, tuttavia, non si
rivelarono alternative adeguate.
- Bisognava
considerare due fattori importanti: durante il periodo prebellico - durante
il quale non esistevano ancora programmi di sterminio degli ebrei - i
Tedeschi guardavano con occhio favorevole l'emigrazione ebraica. L'obiettivo
era di indurli ad andarsene, all'occorrenza con l'uso della forza. E'
importante riconoscere l'attitudine degli ebrei tedeschi. Mentre molti ebrei
tedeschi inizialmente erano contrari all'emigrazione, dopo la Kristallnacht
(La notte dei cristalli, 9-10 Novembre 1938), la maggior parte erano ansiosi
di farlo. Se ci fossero stati luoghi a disposizione, certamente vi sarebbe
stato un maggior numero di emigrati.
- 28.
Quale fu l'obiettivo principale di Hitler nello scatenare la Seconda Guerra
Mondiale?
- Lo
scopo finale di Hitler era di creare un impero ariano dalla Germania agli
Urali. Egli considerava quest'area il territorio naturale del popolo
tedesco, un'area alla quale aveva diritto per legge, il Lebensraum (spazio
vitale) di cui la Germania aveva necessariamente bisogno per ampliare le
aree agricole che Hitler riteneva essenziali per la razza ariana, al fine di
preservarla ed assicurarne il dominio. Certamente Hitler sapeva che,
scatenando la guerra nell'Est, i nazisti avrebbero affrontato gravi problemi
razziali in vista della composizione della popolazione esistente nelle aree
Orientali.
- I
nazisti avevano quindi elaborato dei piani per soggiogare gli slavi, i quali
sarebbero stati ridotti allo stato di schiavitù e avrebbero costituito mano
d'opera a buon mercato per i contadini ariani: gli appartenenti ad un ceto
sociale più elevato sarebbero, invece, stati condotti in Germania e
allevati come ariani.
- Nella
mente di Hitler, la soluzione al problema ebraico era legata alla conquista
dei territori orientali. In queste aree c'era una cospicua presenza ebraica
che richiedeva, quindi, un "trattamento" specifico. Ancora non era
operativo alcun piano di sterminio di massa, ma a Hitler sembrava già
chiara la necessità di trovare una soluzione adeguata: si parlava anche di
creare una riserva ebraica o in Madagascar o vicino a Lubin, Polonia. Quando
prese la decisione finale di invadere l'Unione Sovietica, Hitler dette anche
istruzioni per dare inizio alla "Soluzione Finale", lo sterminio
sistematico degli ebrei europei.
- 29.
In Germania, esisteva una qualsiasi opposizione al nazismo?
- Durante
tutto il Terzo Reich, ci furono vari gruppi di opposizione al regime e a
certe politiche naziste che si organizzarono in diversi periodi e con vari
obiettivi e scopi.
- Fin
dall'inizio, gruppi politici di sinistra e un numero imprecisato di
conservatori delusi si posero all'opposizione; in seguito si unirono ad essi
gruppi ecclesiastici, funzionari del governo, impresari. Quando le sorti
della guerra si capovolsero, anche i militari ebbero un ruolo attivo
nell'opposizione a Hitler: tuttavia, in Germania, non vi fu mai un movimento
di resistenza unificato.
- 30.
Gli ebrei cercarono di lottare contro i nazisti? In che misura questi sforzi
ebbero successo?
- Malgrado
le difficili condizioni di vita degli ebrei nell'Europa occupata dai
nazisti, molti di essi presero parte alla resistenza armata. Le attività
connesse alla resistenza possono dividersi in tre gruppi principali: rivolta
nei ghetti, resistenza nei campi di concentramento e sterminio e lotte
partigiane.
- A
parte la rivolta del ghetto di Varsavia, che durò circa cinque settimane a
partire dal 19 Aprile del 1943 e che rappresenta indubbiamente l'esempio più
conosciuto della resistenza armata ebraica, vi furono altre rivolte nei
ghetti. Anche se le condizioni nei campi di sterminio, concentramento e
lavoro erano terribili, i deportati ebrei continuarono a lottare: Treblinka
(2 agosto 1943); Babi Yar (29 settembre 1943); Sobibor (14 ottobre 1943);
Janowska (19 novembre 1943); e Auschwitz (7 ottobre 1944).
- I
gruppi partigiani ebraici operarono in varie zone fra cui Baranovichi, Minsk,
il bosco di Naliboki e Vilna: le operazioni della resistenza armata ebraica
non furono molteplici e sicuramente non determinanti ai fini della sconfitta
della Germania nazista; pur tuttavia, tramite questi atti di resistenza, si
riuscì a liberare un gran numero di ebrei, causando vittime naziste ed un
danno incalcolabile alla proprietà e all'orgoglio tedesco.
- 31.
Che cos'era la Judenrat?
- La
Judenrat era il Consiglio degli ebrei, nominato dai nazisti in ogni comunità
ebraica o ghetto. In conformità con i principi espressi da Reinhard
Heydrich delle SS il 21 settembre del 1939 si sarebbe dovuto istituire una
Judenrat in tutte le zone di concentramento di ebrei nelle regioni occupate
della Polonia. Le Judenrat, presiedute da importanti capi della comunità
ebraica, si occupavano dell'applicazione dei decreti nazisti diretti contro
gli ebrei e della amministrazione degli affari riguardanti la stessa comunità.
Queste funzioni la collocavano in una posizione di grande responsabilità ma
fortemente polemica e molta parte del suo operato continua ad essere tema di
discussione fra gli storici. Benché non esistano obiezioni contro gli scopi
dei Dirigenti dei Consigli, se ne mettono in discussione i metodi e le
strategie adottati per raggiungerli. Fra i più controversi citiamo
Mordechai Rumkowski a Lodz e Jacob Gens a Vilna; ambedue giustificarono il
sacrificio di alcuni ebrei che salvò la vita di altri. Il più delle volte
i capi e i membri della Judenrat erano guidati da un senso di responsabilità
civica ma mancavano del potere e dei mezzi necessari per opporsi ai piani
nazisti di sterminio degli ebrei.
- 32.
Le organizzazioni internazionali, come la Croce Rossa, aiutarono le vittime
della persecuzione nazista?
- Durante
la Seconda Guerra Mondiale, la Croce Rossa Internazionale (C.R.I.) fece ben
poco per aiutare le vittime ebraiche della persecuzione nazista. Le sue
attività possono essere divise in tre periodi:
- 1.
Settembre 1939 - 22 giugno 1941:
- la
Croce Rossa si limitò ad inviare scatole di alimenti a coloro che
soffrivano nell'Europa occupata. Le scatole venivano distribuite secondo le
regole della Croce Rossa Tedesca. Durante questo periodo, la Croce Rossa
Internazionale accettò l'argomentazione tedesca secondo la quale gli
abitanti dei ghetti e dei campi rappresentavano una minaccia per il Reich,
per cui non era permesso loro ricevere aiuto dalla Croce Rossa
Internazionale.
- 2.
22 giugno 1941 - estate del 1944:
- malgrado
le numerose richieste da parte delle organizzazioni ebraiche, la Croce Rossa
Internazionale rifiutò di protestare pubblicamente contro lo sterminio di
massa di ebrei e non ebrei nei campi e di intervenire in loro difesa.
Sosteneva che qualsiasi azione pubblica che difendesse coloro che si
trovavano sotto il dominio nazista, con il tempo avrebbe penalizzato il suo
benessere. Nello stesso tempo la Croce Rossa Internazionale cercava di
inviare scatole di alimenti alle persone di cui conosceva il domicilio.
- 3.
Estate 1944 - maggio 1945:
- dopo
l'intervento di eminenti personalità, quali il Presidente Franklin
Roosevelt ed il re di Svezia, la Croce Rossa Internazionale si rivolse a
Miklos Horthy, reggente d'Ungheria, perché fermasse la deportazione degli
ebrei ungheresi.
- La
CRI insistette affinché le permettessero di visitare i campi di
concentramento e una delegazione fu autorizzata a visitare il "ghetto
modello" di Terezin (Theresienstadt). La ripetuta richiesta della CRI
era la conseguenza delle informazioni ricevute sulle terribili condizioni di
vita nei campi.
- La
CRI chiese il permesso di investigare sulla situazione, ma i tedeschi le
consentirono la visita nei campi solo nove mesi dopo la presentazione della
richiesta. Questo ritardo diede ai nazisti il tempo necessario per
completare un programma di "abbellimento", elaborato allo scopo di
ingannare la delegazione e farle credere che le condizioni a Terezin erano
abbastanza buone e che consentivano ai deportati di vivere la loro vita con
relativa tranquillità. In realtà, successivamente, la maggior parte dei
prigionieri fu deportata ad Auschwitz.
- Alla
visita che ebbe luogo il 23 luglio 1944, fece seguito una relazione
favorevole su Terezin diretta ai membri della CRI. Le organizzazioni
ebraiche protestarono vigorosamente, esigendo che altre delegazioni
visitassero i campi. Il permesso per effettuare questa visita non fu
accordato fino a poco prima del culmine della guerra.
- 33.
Come venivano trattati gli ebrei dai Giapponesi e dagli Italiani, alleati
dei tedeschi, nelle terre da loro occupate?
- Né
gli italiani né i giapponesi, ambedue alleati della Germania durante al
Seconda Guerra Mondiale, cooperarono alla "Soluzione Finale".
Anche se gli italiani, di fronte alle richieste tedesche, emisero leggi
discriminatorie contro la comunità ebraica italiana, il governo di
Mussolini negò la partecipazione alla "Soluzione Finale" e
mantenne ferma la sua posizione, contraria alla deportazione dei residenti
ebrei. Inoltre, nelle zone da loro occupate in Francia, Grecia e nella ex
Yugoslavia, gli italiani proteggevano gli ebrei e non permisero la loro
deportazione. Tuttavia, quando i tedeschi rovesciarono il governo di
Badoglio nel 1943, gli ebrei in Italia, così come quelli che si trovavano
sotto la protezione italiana nelle zone occupate, furono sottoposti alla
"Soluzione Finale".
- Anche
i giapponesi furono relativamente tolleranti con gli ebrei nel loro paese e
nelle zone da loro occupate. Contro la pressione esercitata dagli alleati
tedeschi affinché adottassero misure severe contro la comunità ebraica, i
giapponesi opposero un rifiuto. Fino alla primavera del 1941 permisero ai
rifugiati di entrare in Giappone, e gli ebrei della Cina occupata dai
giapponesi ricevettero un buon trattamento: nell'estate e nell'autunno del
1941, i rifugiati dal Giappone furono trasferiti a Shanghai, ma non furono
prese misure contro di loro fino all'inizio del 1943, quando furono
obbligati a trasferirsi nel Ghetto di Hongkew. Le condizioni di vita erano
lungi dall'essere soddisfacenti, ma sicuramente migliori rispetto ai ghetti
posti sotto l'occupazione nazista.
- 34.
Qual era la posizione delle chiese rispetto alla persecuzione degli Ebrei?
Il Papa parlò mai contro i nazisti?
- Quando
i nazisti salirono al governo, il capo della Chiesa Cattolica era il Papa
Pio XI. Durante il suo papato, si limitò a preoccuparsi dei cattolici non
ariani. Anche se dichiarò che i miti di "razza" e
"sangue" erano contrari all'educazione cristiana (in un'enciclica
del marzo 1937), non menzionò e tanto meno criticò l'antisemitismo. Il suo
successore, Pio XII (il Cardinale Pacelli) era un filo-tedesco che si
mantenne neutrale durante il corso della Seconda Guerra Mondiale. A fronte
della consapevolezza, già nel 1942, dello sterminio degli ebrei nei campi
di concentramento, le uniche dichiarazioni pubbliche del Papa non andavano
al di là delle condoglianze per le vittime dell'ingiustizia e richiamavano
ad una condotta di guerra più umana.
- Sebbene
non ci fossero risposte da parte del Papa Pio XII, vari nunzi apostolici
svolsero importanti ruoli nelle operazioni di liberazione, specialmente i
nunzi dell'Ungheria, Romania, Cecoslovacchia e Turchia. Non era molto chiaro
in quale modo lavoravano dietro istruzioni del Vaticano, se era quello che
succedeva. In Germania, la Chiesa Cattolica non si oppose alla campagna
antisemita nazista. I registri della Chiesa furono forniti alle autorità
statali che collaboravano alla scoperta delle persone di origine ebraica, e
gli sforzi realizzati per aiutare i perseguitati si limitarono ai cattolici
non-Ariani. Sebbene i sacerdoti cattolici protestassero contro il programma
nazista dell'eutanasia, pochi, ad eccezione di Bernard Lichtenberg, si
pronunciarono contro lo sterminio degli ebrei.
- Nell'Europa
Occidentale, il clero cattolico si pronunciò pubblicamente contro la
persecuzione degli Ebrei e collaborò attivamente per la liberazione. In
Europa Orientale, inoltre, il clero cattolico si mostrò disponibile ad
offrire il proprio aiuto nella maggior parte dei casi. Il Dr. Jozef Tiso,
capo dello stato della Slovacchia e sacerdote cattolico, cooperò
attivamente con i tedeschi alla pari di molti altri sacerdoti cattolici.
-
- La
Chiesta Protestante e quella Ortodossa Orientale reagirono in maniera
differente. In Germania, per esempio, nella chiesa protestante c'erano
coloro che appoggiavano i nazisti e rispettavano la legislazione antiebraica
e inoltre proibivano ai cristiani di origine ebraica di esserne membri. La
Chiesa Confessori del pastore Martin Niemoller difese i diritti dei suoi
cristiani di origine ebraica ma non protestò pubblicamente contro le sue
persecuzioni ne criticò le misure prese contro gli ebrei, ad eccezione di
un memorandum inviato a Hitler nel maggio del 1936.
- Nei
vari paesi dell'Europa occupata la posizione delle chiese protestanti era
differente. In Danimarca, Francia, Olanda e Norvegia le chiese locali e/o i
sacerdoti più eminenti protestarono pubblicamente quando i nazisti
iniziarono a deportare gli ebrei. In altri paesi (Bulgaria, Grecia e la
ex-Yugoslavia), i capi della Chiesa Ortodossa intervennero, in
rappresentanza della comunità ebraica, intraprendendo azioni che, in alcuni
casi, condussero alla liberazione di un gran numero di ebrei.
I capi religiosi non cattolici di Austria, Belgio, Boemia/Moravia,
Finlandia, Italia, Polonia e della ex-Unione Sovietica non si dichiararono
mai pubblicamente in difesa degli ebrei.
- 35.
Quanti criminali nazisti ci furono? Quanti furono processati?
- Non
si conosce il numero esatto dei criminali nazisti e, inoltre, la
documentazione disponibile è incompleta. Gli stessi nazisti distrussero una
grande quantità di documenti pericolosi che avrebbero consentito di
individuare e processare molti criminali. Tra i colpevoli di crimini di
guerra erano inclusi coloro che iniziarono, progettarono e diressero le
operazioni di sterminio, quelli che erano a conoscenza dello sterminio degli
ebrei europei, che erano d'accordo con loro o parteciparono in forma
passiva.
- Tra
quelli che realmente adottarono la "Soluzione Finale" ci sono i
capi della Germania nazista, i capi del partito nazista e l'Ufficio
Principale della Sicurezza del Reich. Sono inclusi inoltre migliaia di
membri della Gestapo, le SS, le Einsatzgruppen, la polizia e le forze
armate, così come anche quei burocrati coinvolti nella persecuzione e nello
sterminio della comunità ebraica europea. Ci furono migliaia di persone in
tutta l'Europa occupata che cooperarono con i nazisti nell'uccisione di
ebrei e di altri civili innocenti.
- Non
ci sono statistiche complete che possano quantificare il numero dei
criminali portati in giudizio, tuttavia il loro numero è minore rispetto a
quello delle persone coinvolte nella "Soluzione Finale". I capi
del Terzo Reich catturati dagli Alleati furono processati dal Tribunale
Militare Internazionale di Norimberga tra il 20 novembre del 1945 e il 1°
ottobre del 1946. Successivamente, le autorità degli Alleati continuarono a
processare i nazisti; i processi più importanti si svolsero nella zona
statunitense (i Processi del dopo Norimberga). In totale tra il 1945 e il
1949 furono condannati 5.025 criminali nazisti nelle zone statunitensi,
britanniche e francesi, oltre ad un numero indeterminato di persone che
furono processate nella ex-zona sovietica. La stessa Commissione dei Crimini
di Guerra delle Nazioni Unite stilò una lista di criminali di guerra che in
seguito furono processati dai tribunali dei paesi alleati e dai paesi che
durante la guerra si trovavano sotto l'occupazione nazista. Questi ultimi
effettuarono innumerevoli processi in relazione ai crimini commessi nel
proprio territorio. I tribunali, come ad esempio quello polacco,
processarono circa 40.000 persone ed un gran numero di criminali furono
tradotti in giudizio in altri paesi. In totale, furono circa 80.000 i
tedeschi condannati per aver commesso crimini contro l'umanità, mentre il
numero dei collaboratori supera varie migliaia. Molta importanza assume
anche l'opera e la partecipazione di Simon Wiesenthal, la cui attività
condusse alla cattura di più di mille criminali nazisti.
- I
tribunali della Germania iniziarono a lavorare, in alcuni casi, già nel
1945. Fino al 1969, quasi 80.000 tedeschi furono interrogati e per oltre
6.000 furono emesse condanne. Nel 1958, l'ex-Repubblica Federale di Germania
(RFG, ex Germania Occidentale) costituì un'agenzia speciale a Ludwigsburg
per collaborare alle indagini dei crimini commessi dai tedeschi fuori dalla
Germania. Questa agenzia, sin dalla sua creazione, partecipò a cento
indagini importanti. Una considerazione importante sui giudizi dei criminali
di guerra nella RFG (come in Austria) riguarda l'eccessiva clemenza, non
commisurata all'entità dei crimini commessi. Vennero inoltre svolti dei
processi nella ex-Repubblica Democratica di Germania (RDT; ex Germania
Orientale), dei quali non esistono statistiche dalle quali si possa evincere
il numero di condanne o l'emissione delle sentenze.
- 36.
Che cosa erano i Processi di Norimberga?
- Il
termine "Processo di Norimberga" si riferisce all'insieme dei
processi dei criminali di guerra nazisti che si svolsero alla fine della
guerra. I primi processi si svolsero tra il 20 novembre 1945 e il 1°
ottobre 1946, di fronte al Tribunale Militare Internazionale (TMI), composto
da rappresentanti della Francia, Gran Bretagna, ex-Unione Sovietica e Stati
Uniti. In essi venivano processati i capi politici, militari e
amministrativi del Terzo Reich catturati dagli Alleati. Tra gli imputati
c'erano: Goring, Rosenberg, Streicher, Kaltenbrunner, Seyss-Inquart, Speer,
Ribbentrop e Hess (molti dei più importanti nazisti - Hitler, Himmler e
Gobbels - si suicidarono o non furono tradotti in giudizio). La seconda fase
del processo, conosciuta come i Processi del dopo Norimberga, si svolse
dinanzi al Tribunale Militare di Norimberga (TMN), decisa dall'Ufficio del
Governo degli Stati Uniti per la Germania (OGEUA). Sebbene i giudici del TMN
fossero cittadini statunitensi, il tribunale si autoconsiderava
internazionale. Durante questi processi furono incriminati dodici ufficiali
di alto rango, tra i quali membri di gabinetto, diplomatici, dottori
coinvolti in esperimenti di medicina e ufficiali delle SS che parteciparono
ai crimini perpetrati nei campi di concentramento o durante il genocidio
delle zone occupate dai nazisti.