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Il
sito designato come "Mura della Bastia", a ovest
dell'abitato di Onigo, si sviluppa sul più orientale dei rilievi che
delimitano a sud la Valcavasia e si presenta come un punto di
osservazione strategico e di controllo della pianura plavense e della
direttrice transalpina. I resti del castello medievale occupano la parte
sommitale di un crinale digradante da nord verso sud, mentre la parte
settentrionale della dorsale si presenta fortemente scoscesa, quasi a
strapiombo sulla Valcavasia.L'area risulta particolarmente interessante
anche in relazione alla documentazione scritta medievale. Le fonti
riportano, infatti, una causa intentata da Giovanni da Onigo al Comune
di Treviso, finalizzata alla restituzione del complesso fortificato.
Alla fine del periodo ezzeliniano infatti, il comune trevigiano aveva
incamerato gran parte dei beni che Ezzelino 111 da Romano aveva
sottratto, propter metum et per forciam (cioè per paura e per
forza), a molti signori del Pedemonte, tra i quali figurava anche lo
stesso Giovanni. Le informazioni docu-mentarie fornite dalle carte
processuali, che abbracciano un ampio arco cronologico compreso tra il
1223 e il 1266 circa, non sono fortunatamente le uniche: Onigo e il
castello si ritrovano ancora menzionati nel 1313, nel 1316 e infine nel
1386, quasi sempre in relazione alla strategica posizione geografica.
Malgrado il successivo silenzio delle fonti, grazie agli scavi
archeologici sembra oggi abbastanza plausibile ritenere che i ruderi del
castello non dovettero subire particolari modificazioni tra il XV secolo
e la I Guerra Mondiale, quando il luogo, proprio per le caratteristic |